Mais Domani 2023 unisce rese e sostenibilità
Pubblicato il 19 Dicembre 2023

Il mais, in particolare quello destinata alla produzione di granella e di insilato (trinciato integrale e pastone), svolge un ruolo essenziale sia per la sostenibilità economica delle aziende cerealicole e zootecniche sia per la sostenibilità ambientale, legato al contributo sostanziale di questa coltura al mantenimento della fertilità del suolo e alla valorizzazione di reflui e digestati.

In questo quadro emerge quindi con chiarezza che il progetto Mais Domani, realizzato da Edizioni L’Informatore Agrario in collaborazione con Condifesa Lombardia Nord Est e Disafa dell’Università di Torino, dà voce a una precisa domanda di miglioramento dell’efficienza delle tecniche colturali riguardanti la nutrizione minerale e idrica, l’impiego di biostimolanti, la difesa dalle erbe infestanti, le proposte della nuova genetica e, infine, la possibilità di impostare percorsi colturali orientati a rispondere agli obiettivi dettati dalla strategia Farm to Fork.

Di seguito riportiamo una sintesi dei risultati dell’annata 2023.

Isola Genetica e Biostimolanti

Nonostante i danni causati dall’intenso temporale che ha colpito il campo alla maturazione lattea, determinando danni consistenti alle parcelle di prova, alla raccolta si sono registrate buone produzioni di granella, comprese tra 11,6 e 14,6 t/ha per i diversi ibridi a confronto (tabella 1).

Come atteso, in media, la produzione è risultata aumentare progressivamente dagli ibridi più precoci (FAO 300) a quelli tardivi (FAO 600 e 700), mentre l’umidità della granella ha confermato un andamento opposto. Tuttavia, l’efficienza dell’uso dell’acqua e dell’azoto minerale, ovvero il rapporto tra produzione e input agronomico, conferma una buona efficienza agronomica dei genotipi di tutte le classi di maturazione.

Emergenza delle piante al 3 maggio, circa un mese dopo la semina

L’impiego di conce biostimolanti, con l’utilizzo di formulati arricchiti di microelementi o l’applicazione di batteri promotori della crescita, ha fornito un migliore sviluppo iniziale della coltura, con un vantaggio quantificabile alla levata come una superiore altezza della pianta rispetto al testimone non trattato del 15 e 11%, per ibridi precoci, caratterizzati da un più alto vigore, e per ibridi medio-tardivi (grafico 1).

Tra le altre strategie a confronto, l’impiego di concimi ternari nel solco di semina e l’applicazione di concimi fogliari a 5 foglie, entrambi con effetto biostimolante, determinano anch’essi un miglioramento del vigore colturale nella fase vegetativa, con vantaggi quantificabili anche su ibridi geneticamente predisposti per una migliore e più pronta partenza.

Isola del Diserbo

Si segnala in questa sperimentazione la buona efficacia di controllo delle miscele di pre-emergenza senza l’impiego di terbutilazina, con risultati paragonabili all’impiego di questa sostanza attiva.

Il contenimento più efficace e prolungato è stato offerto dai trattamenti ripetuti in pre e post-emergenza (grafico 3).

La sola sarchiatura meccanica convenzionale, ha permesso un buon controllo in una condizione di bassa pressione delle infestanti, ma con un’efficacia leggermente inferiore a quella del solo diserbo chimico.

Diserbo chimico di post-emergenza precoce (a sinistra) e meccanico (a destra)

Isola dell’Efficienza irrigua

Le esigenze colturali e la distribuzione delle piogge hanno richiesto 4 interventi irrigui aziendali con scorrimento (rispetto ai consueti 6), mentre l’impiego dei metodi in pressione ha ridotto i volumi irrigui dal 36% (irrigatore auto-avvolgente) al 60% (ala gocciolante).

Ala gocciolante subito dopo la stesura

A livello produttivo, anche complici gli estesi danni di allettamento osservati, non si sono osservate differenze produttive tra le tesi a confronto (13,3 t/ha in media), determinando un’efficienza nell’uso dell’acqua di queste tecniche inversamente proporzionale alla quantità di acqua distribuita (grafico 4).

L’impiego della fertirrigazione, che ha previsto una riduzione del 50% dell’azoto minerale distribuito alla coltura, ha aumentato l’efficienza dell’uso dell’azoto rispetto alla convenzionale distribuzione dell’azoto come urea in copertura, permettendo allo stesso tempo un incremento dell’1,4% del contenuto proteico nella granella.

Dal punto di vista agronomico, l’impiego di un ibrido precoce ha ridotto dell’8% la produzione di granella, ma il risparmio dell’ultimo intervento irriguo di scorrimento rispetto all’ibrido di ciclo medio, ha permesso nel complesso un aumento dell’efficienza d’uso dell’acqua.

L’uso di un concime fogliare in miscela con il trattamento alla piralide in maturazione lattea ha permesso un aumento della produttività e quindi dell’efficienza dell’uso dell’acqua del 6%.

Isola della Sostenibilità

La realizzazione dell’Isola della Sostenibilità, introdotta già nella campagna 2022, ha avuto come obiettivo quello di valutare la produttività del mais adottando delle strategie alternative a quelle convenzionali per soddisfare i vincoli imposti con il programma Farm to Fork e le misure agro-climatico-ambientali del Psr 2023-2027, relativamente sia alla nutrizione (azotata) sia all’impiego di agrofarmaci.

Nello specifico, rispetto al percorso aziendale con impiego convenzionale degli input, è stato confrontato un percorso aziendale sostenibile con strategie di nutrizione basate sull’impiego combinato di stabilizzatori dell’azoto del liquame distribuito in pre-semina, l’applicazione di concimi fogliari con il diserbo di post-emergenza, biostimolanti microbici in sostituzione del 50% dell’azoto minerale e la riduzione degli interventi di diserbo chimico.

A fianco di questi sono stati messi a confronto due percorsi di intensificazione colturale, uno integrato e uno sostenibile, con l’adozione di alti investimenti colturali (10 piante/m²), mediante una semina di precisione. In quello integrato la concimazione è stata mantenuta uguale a quella aziendale, mentre nel percorso sostenibile la distribuzione di urea è stata dimezzata e sostituita dagli interventi innovativi di gestione della fertilizzazione. ze produttive tra i percorsi sostenibili.

L’intensificazione dell’agrotecnica con l’adozione di un alto investimento ha determinato un ridottissimo vantaggio produttivo nelle condizioni oggetto della sperimentazione, da ricondurre alle problematiche di stabilità delle piante, in genere superiori con alte densità colturali.

Non si sono però osservate differenze produttive tra i percorsi sostenibili e quelli convenzionali sia nel contesto di pratiche aziendali sia in quello di intensificazione colturale, determinando un aumento evidente dell’efficienza dell’uso dell’azoto, proporzionale alla quantità di concime minerale risparmiato (grafico 6).

L’impiego di un prodotto ad azione specifica a base di micorrize e batteri della rizosfera (Lifestrong Vam Superb) assieme al diserbo di pre-emergenza ha evidenziato le stesse rese in granella del testimone, pur con una riduzione di 100 unità di azoto.

Pannocchia a maturazione lattea (a sinistra). Raccolta degli ibridi tardivi il 5 settembre (a destra)

Produzioni sostenibili, obiettivo possibile

Sebbene nell’ambiente di prova l’annata sia stata caratterizzata da eventi estremi che hanno compromesso la piena espressione della capacità produttiva della pianta, lo sviluppo della coltura nella prima parte del ciclo è stata positivamente influenzata dall’applicazione di conce e biostimolanti di nuova generazione, nonché dell’efficacia delle soluzioni proposte, sia meccaniche sia chimiche, per il controllo delle infestanti, nonché la conferma che è possibile impiegare ibridi precoci con rese economicamente interessanti.

Massimo Blandino, Amedeo Reyneri
Dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari – Università degli Studi di Torino

Lorenza Michelon, Daniele Della Torre, Alberto Merli, Aurora Papa, Sara Bellini
Condifesa Lombardia Nord Est

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